lunedì 12 maggio 2014

Recensione: Game of Thrones 4x06 - The Laws of Gods and Men

Game of Thrones ci regala un'altra ottima puntata, che fa presagire grandi avvenimenti da qui fino a fine stagione.
L'episodio è composto da quattro archi narrativi: uno dedicato a Stannis e Davos, il secondo a Yara e più in generale al rapporto tra Theon/Reek e Ramsay, il terzo a Daenerys e l'ultimo al processo contro Tyrion.

"The Laws of Gods and Men" inizia con l'arrivo di Stannis a Braavos; l'obbiettivo è quello di chiedere aiuto alla Banca del Ferro. L'incontro non va come sperato; i banchieri si dichiarano fedeli a re Tommen, e non sono disposti a finanziare nessun'altro. E qui entra in gioco Davos, che con un discorso su quanto sia Stannis la scelta migliore e l'unica persona che possa ripagare la Banca, mostra tutta la lealtà verso il suo Re e convince i banchieri ad appoggiarlo.
Ser Davos riesce in seguito a convincere anche il suo vecchio amico, il pirata Salladhor Saan, a seguire Stannis.

La seconda parte dell'episodio è dedicata all'arrivo di Yara Greyjoy a Forte Terrore, in missione per recuperare Theon. Ma una volta trovato, scopre che il fratello non è più lo stesso; sostiene di chiamarsi Reek e di essere fedele al suo padrone. Lo scontro tra gli uomini di ferro e quelli di Ramsay si conclude con la ritirata dei primi, e Yara salpando verso casa, alla domanda su dove fosse Theon, risponde che il fratello è morto.
Reek viene ricompensato per la sua fedeltà con un bagno caldo, e Ramsay gli chiede di aiutarlo in una missione, nella quale deve impersonare un altra persona: Theon Greyjoy.
Da menzionare la prova attoriale di Alfie Allen, che riesce ad esprimere al meglio le debolezze e il senso di smarrimento del personaggio.

Andiamo a Meeren, dove uno dei draghi di Daenerys brucia un gregge, facendo si che l'allevatore, rimasto senza possedimenti, vada a chiedere alla regina un risarcimento per il danno. Khaleesi acconsente, e la questione successiva che le viene proposta riguarda uno dei figli dei vecchi padroni della città, crocefissi come loro avevano fatto con dei bambini; l'uomo chiede di poter seppellire il padre, essendo stato uno dei pochi che si era ribellato contro il trattamento riservato agli innocenti. Daenerys è restia a dare ascolto alla richiesta, ma alla fine gli concede di dare degna sepoltura al padre.
Continua il momento no riguardante la storyline della Khaleesi, al momento la più monotona e la meno interessante della serie.

La madre dei draghi è argomento di discussione anche nel concilio ristretto ad Approdo del Re; Varys informa gli altri membri che l'esercito della ragazza inizia a diventare numeroso e che i draghi stanno crescendo. Interessante il discorso tra lo stesso Varys e Oberyn Martell, che ci ricorda come anche l'eunuco sia avido di potere.
Il fulcro della puntata è l'inizio del processo a Tyrion Lannister per l'omicidio di Joffrey; a giudicarlo ci saranno il padre, Tywin, che prende le veci di Re Tommen, Mace Tyrell e il principe Oberyn.
Vengono chiamati a testimoniare contro l'imputato ser Meryn, Pycelle, Cersei e Varys, che ritengono Tyrion colpevole.
L'unica persona rimasta a suo favore è Jaime, che chiede al padre di concedere la grazia al fratello; in cambio lui abbandonerà la Guardia reale, tornerà a Castel Granito per prendere moglie e dare degli eredi alla famiglia. Tywin accetta, proponendo che Tyrion, una volta dichiarato colpevole chieda pietà così da potersi unire ai Guardiani della Notte.
Jaime informa il fratello dell'accordo preso con il padre; ma proprio quando sembra che il processo possa concludersi, il padre chiama a testimoniare Shae, che tradisce Tyrion, sostenendo che lui e Sansa avevano progettato di uccidere Joffrey e mentendo su come lei e il folletto si erano conosciuti e sulla loro storia d'amore.


Gli ultimi minuti dell'episodio sono dedicati ad un fantastico monologo di Tyrion, che dopo il tradimento subito decide di confessare di essere colpevole, ma non dell'omicidio di Joffrey, ma di essere un nano. Si rivolge alla folla, dichiarandosi pentito per averli salvati da Stannis e di quanto vorrebbe essere il mostro che sostengono egli sia per poterli avvelenare tutti; si rivolge a Cersei, dichiarandosi pentito di non essere stato lui ad uccidere Joffrey e di quanto piacere gli abbia dato vederlo morire; infine si rivolge al padre, chiedendo che siano gli Dei a decidere il suo destino ed appellandosi al suo diritto di ottenere un verdetto per singolar tenzone.
Da applausi la performance di Peter Dinklage, che dimostra col monologo finale di essere un attore straordinario, uno dei migliori presenti al momento nel panorama televisivo e cinematografico.

Qui sotto il video in originale della fantastica prova dell'attore.

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Voto episodio: 9.5/10

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