E' arrivato il momento per la quinta ed ultima classifica che racchiude il meglio di quanto visto in televisione tra il luglio 2014 e il giugno 2015. Dopo aver elencato i migliori attori e le migliori attrici, vediamo ora quali sono state le dieci migliori serie della stagione: tra gli show che restano fuori dalla classifica, vale la pena menzionare Orange is the New Black, Sense8, Vikings e Person of Interest.
Qui la prima e la seconda parte della classifica dello scorso anno.
MIGLIORI SERIE
10. Better Call Saul (AMC)
Era la serie più attesa dell'anno ed è riuscita a non deludere le aspettative, grazie soprattutto alle ottime prove di Bob Odenkirk e Jonathan Banks, e ai vari richiami, soprattutto a livello registico, alla serie madre. Nonostante alcuni personaggi secondari poco incisivi, una buona prima stagione.
Migliori episodi: 1x06 - Five-O, 1x09 - Pimento
9. The Newsroom (HBO)
Meno storie di cronaca e più dinamiche tra i personaggi, una scelta perfetta da parte di Aaron Sorkin che ci regala una conclusione dolce amara, ma a suo modo perfetta, per lo show, con grandi performance da parte del cast e la sempre ottima scrittura.
Migliori episodi: 3x05 - Oh Shenandoah, 3x06 - What Kind of Day Has It Been
8. Louie (FX)
Louis C.K. è ormai una garanzia: sia quando decide di creare una vera e propria trama come un anno fa, sia quando torna a raccontare momenti di vita ed esperienze personali come in questa stagione, il comico americano riesce sempre a mettere in scena momenti memorabili, tra risate, scene drammatiche ed una puntata onirica a la David Lynch che resterà nella storia delle comedy. Semplicemente un genio.
Migliori episodi: 5x02 - A La Carte, 5x05 - Untitled
7. Daredevil (Netflix)
Una delle sorprese migliori dell'anno, uno show che rende giustizia ad un fantastico personaggio e che riesce a distinguersi non solo dalle altre serie di supereroi attualmente in onda, ma anche da quell'universo cinematografico di cui potrebbe entrare a far parte in futuro, cioè quello della Marvel: "Daredevil" è infatti uno show molto più dark rispetto agli standard dei film, più vicino alla trilogia di Batman firmata da Nolan che alla saga degli Avengers. Grande merito va anche dato a Netflix, che riesce a dare al prodotto e, più direttamente, agli autori una libertà stilistica e di contenuti che su un canale generalista non avrebbe mai potuto avere. Il primo passo per una nuova ed interessante saga supereroistica.
Migliori episodi: 1x02 - Cut Man , 1x06 - Condemned
6. The Leftovers (HBO)
La nuova serie di Damon Lindelof non ha avuto vita facile nella sua prima stagione, con tante critiche ingenerose da parte dei detrattori di "Lost" che hanno ormai preso in antipatia lo showrunner. La verità è che, nonostante alcuni chiari difetti e diverse incertezze nelle prime puntate, la serie è riuscita a catturare, a sorprendere ed a colpire come pochi altri show hanno fatto quest'anno, con puntate molto intense e ottime prove attoriali.
Migliori episodi: 1x03 - Two Boats and a Helicopter, 1x08 - Cairo
5. Utopia (Channel 4)
Una delle più grandi soddisfazioni di questa stagione televisiva ed anche, purtroppo, la più cocente delusione, con la decisione di Channel 4 di non rinnovare la serie. Nonostante un finale che lascia aperte diverse questioni, la seconda stagione di "Utopia" ha confermato quanto di buono visto nel primo anno, riuscendo però a colpire maggiormente, grazie anche ad alcuni colpi di scena e ad una trama più incisiva. E' un vero peccato che una delle serie visivamente più belle in circolazione non possa andare avanti, sperando nella buona riuscita del remake americano firmato David Fincher.
Migliori episodi: 2x01 - Episode 1, 2x05 - Episode 5
4. Penny Dreadful (Showtime)
Nonostante un paio di episodi fin troppo statici nella parte centrale della stagione, "Penny Dreadful" è riuscita a superare il seppur ottimo esordio di un anno fa grazie ad una serie di puntate semplicemente perfette, culminate con il bellissimo e tristissimo finale. Una serie che sicuramente non si distingue per gli intrecci della trama, ma che è riuscita, come nessun altro show al momento in onda, a dar vita a dei personaggi meravigliosi, dalla protagonista indiscussa Vanessa fino a personaggi solo apparentemente marginali come Sembene e Mr. Lyle, grazie anche ad un cast che rasenta la perfezione.
Migliori episodi: 2x09 - And Hell Itself My Only Foe, 2x10 - And They Were Enemies
3. The Killing (Netflix)
Tra alti e bassi, cancellazioni e passaggi ad altri network, il viaggio di Linden ed Holder si è concluso, con un ultimo caso da risolvere e i tormenti dei fantasmi del passato. Una stagione breve che ha dato l'opportunità di concentrarsi molto sui due protagonisti senza dover tergiversare troppo con le indagini, con alcuni richiami alle stagioni precedenti ed un finale perfetto.
Migliori episodi: 4x05 - Truth Asunder, 4x06 - Eden
2. Banshee (Cinemax)
Dopo un più che discreto debutto ed una buonissima seconda stagione, "Banshee" riesce a superarsi ancora una volta con dieci episodi al cardiopalma, tra combattimenti coreografati alla perfezione, rapine, un nuovo, interessantissimo personaggio e una faida che ha colpito profondamente il protagonista e la cittadina. Senza dimenticare la fantastica crescita di tutti i personaggi, ed alcune prove attoriali di ottimo livello.
Migliori episodi: 3x05 - Tribal, 3x09 - Even God Doesn't Know What to Make of You
1. The Jinx: The Life and Deaths of Robert Durst (HBO)
Quando la realtà supera la finzione: il documentario in sei episodi di Robert Jarecki ha colpito e scioccato, un'adrenalinica e spaventosa ricostruzione dei fatti attraverso interviste, immagini di repertorio e la presenza agghiacciante di Robert Durst, accusato di un omicidio e principale sospettato di altri due, tra cui quello di sua moglie. Il taglio cinematografico ha conferito maggior spessore alla serie ma, in certi casi, anche solo un'espressione, un tic, o una frase detta parlando tra se e se possono lasciare il segno nella storia della televisione.
Migliori episodi: 1x05 - Part 5, 1x06 - Part 6
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sabato 11 luglio 2015
Best of 2014 / 2015 - Le Migliori Serie
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giovedì 9 luglio 2015
Best of 2014 / 2015 - Migliori Attori Protagonisti
Nuova classifica per il best of della stagione televisiva 2014/2015: dopo aver visto le migliori performance tra i non protagonisti e delle migliori attrici protagoniste, oggi è il turno delle cinque migliori interpretazioni maschili tra i protagonisti. Qui la classifica dello scorso anno.
MIGLIORI ATTORI PROTAGONISTI
5. Gael Garcìa Bernal, Rodrigo in "Mozart in the Jungle"
Esilarante nel suo essere un genio completamente folle, tra prove d'orchestra all'aperto, una complicata storia d'amore alle spalle, ed il bellissimo rapporto con l'altra protagonista dello show, Hailey (o come direbbe il maestro, Hailai). Un grande Gael Garcìa Bernal che, nonostante le molte particolarità del personaggio, è riuscito a non esagerare mai, dando un'ottima interpretazione.
4. Travis Fimmel, Ragnar Lothbrok in "Vikings"
In una stagione passata quasi in un ruolo da comprimario, Travis Fimmel ha dimostrato ancora una volta la sua bravura, dando volto ad un Ragnar sempre più combattuto, tra la sua voglia di sapere e di conquistare e la disapprovazione del suo popolo. Il suo carisma e la presenza scenica lo rendono uno dei migliori attori nel panorama televisivo attuale.
3. Freddie Highmore, Norman Bates in "Bates Motel"
La trasformazione è avvenuta: lo sdoppiamento della personalità di Norman si è fatto sempre più forte in questa stagione, dando così la possibilità a Freddie Highmore di poter dare il meglio di se, soprattutto ora che è iniziata la parte più delicata dello show per il suo personaggio. E' già cult la prima scena in cui vediamo Norman/Norma in camicia da notte.
2. Bob Odenkirk, Jimmy McGill in "Better Call Saul"
Uno dei dubbi principali sullo spin-off di "Breaking Bad" era collegato alla capacità di Bob Odenkirk di reggere da solo il peso dello show. L'interprete di Jimmy McGill aka Saul Goodman ha fugato ogni perplessità, con una performance al dir poco perfetta, tra scene comiche tipiche del personaggio e momenti drammatici, in cui l'attore ha dato il meglio di se.
1. Charlie Hunnam, Jax Teller in "Sons of Anarchy"
Come già successo in passato ad altri protagonisti di show importanti, Charlie Hunnam ha dato il meglio di se nell'ultima stagione di "Sons of Anarchy", regalandoci l'interpretazione della vita: una performance sentita, potente, commovente, che ha raggiunto l'apice in "Suits of Woe", in un susseguirsi di scene intense e da brividi. Quasi sicuramente non vincerà l'Emmy, ma già ottenere la nomination sarebbe un giusto riconoscimento per un attore che, anche per la difficoltà dell'accento, è migliorato sensibilmente anno dopo anno, arrivando ad un apice che pochi attori in televisione possono dire di aver raggiunto.
MIGLIORI ATTORI PROTAGONISTI
5. Gael Garcìa Bernal, Rodrigo in "Mozart in the Jungle"
Esilarante nel suo essere un genio completamente folle, tra prove d'orchestra all'aperto, una complicata storia d'amore alle spalle, ed il bellissimo rapporto con l'altra protagonista dello show, Hailey (o come direbbe il maestro, Hailai). Un grande Gael Garcìa Bernal che, nonostante le molte particolarità del personaggio, è riuscito a non esagerare mai, dando un'ottima interpretazione.
4. Travis Fimmel, Ragnar Lothbrok in "Vikings"
In una stagione passata quasi in un ruolo da comprimario, Travis Fimmel ha dimostrato ancora una volta la sua bravura, dando volto ad un Ragnar sempre più combattuto, tra la sua voglia di sapere e di conquistare e la disapprovazione del suo popolo. Il suo carisma e la presenza scenica lo rendono uno dei migliori attori nel panorama televisivo attuale.
3. Freddie Highmore, Norman Bates in "Bates Motel"
La trasformazione è avvenuta: lo sdoppiamento della personalità di Norman si è fatto sempre più forte in questa stagione, dando così la possibilità a Freddie Highmore di poter dare il meglio di se, soprattutto ora che è iniziata la parte più delicata dello show per il suo personaggio. E' già cult la prima scena in cui vediamo Norman/Norma in camicia da notte.
2. Bob Odenkirk, Jimmy McGill in "Better Call Saul"
Uno dei dubbi principali sullo spin-off di "Breaking Bad" era collegato alla capacità di Bob Odenkirk di reggere da solo il peso dello show. L'interprete di Jimmy McGill aka Saul Goodman ha fugato ogni perplessità, con una performance al dir poco perfetta, tra scene comiche tipiche del personaggio e momenti drammatici, in cui l'attore ha dato il meglio di se.
1. Charlie Hunnam, Jax Teller in "Sons of Anarchy"
Come già successo in passato ad altri protagonisti di show importanti, Charlie Hunnam ha dato il meglio di se nell'ultima stagione di "Sons of Anarchy", regalandoci l'interpretazione della vita: una performance sentita, potente, commovente, che ha raggiunto l'apice in "Suits of Woe", in un susseguirsi di scene intense e da brividi. Quasi sicuramente non vincerà l'Emmy, ma già ottenere la nomination sarebbe un giusto riconoscimento per un attore che, anche per la difficoltà dell'accento, è migliorato sensibilmente anno dopo anno, arrivando ad un apice che pochi attori in televisione possono dire di aver raggiunto.
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martedì 7 luglio 2015
Best of 2014 / 2015 - Migliori Attori Non Protagonisti
Dopo aver visto quali sono state le migliori performance tra le attrici non protagoniste, è ora il turno dei migliori attori non protagonisti. Qui la classifica dello scorso anno.
MIGLIORI ATTORI NON PROTAGONISTI
5. Andre Braugher, Captain Raymond Holt in "Brooklyn Nine-Nine"
Già nella prima stagione, Andre Braugher aveva mostrato un'innata predisposizione per la commedia, e nel secondo anno si è confermato, riuscendo a regalare momenti esilaranti ed inaspettati (Halloween!), mantenendo sempre la sua espressione glaciale, e riuscendo a commuovere nell'ultimo episodio.
4. Vincent D'Onofrio, Wilson Fisk in "Daredevil"
Il merito del grande successo di "Daredevil", serie rivelazione dell'anno, va anche attribuito alla ottima interpretazione di Vincent D'Onofrio, un villain atipico, molto pacato e restio a mostrarsi in pubblico, ma capace anche di terribili atti di violenza figli di un'infanzia al dir poco complicata. Gli incontri tra il suo personaggio e l'eroe della serie restano tra i momenti migliori di questa annata televisiva.
3. Rory Kinnear, John Clare in "Penny Dreadful"
Dopo un inizio da villain e i primi tentativi di umanizzarsi, questa stagione sembrava promettere dei momenti di felicità per la Creatura, che ha però dovuto fare i conti, ancora una volta, con il suo aspetto. Un'interpretazione toccante e di altissimo livello di Rory Kinnear che, grazie anche all'ottima scrittura degli autori, è riuscito a farci empatizzare con John Clare, e anche a tifare per lui negli ultimi episodi della stagione.
2. Theo Rossi, Juice e Jimmy Smits, Nero Padilla in "Sons of Anarchy"
Come scritto ieri per Katey Sagal, l'ultima stagione di "Sons of Anarchy" ha regalato delle performance fantastiche, ed in questo caso era impossibile scegliere tra due delle interpretazioni più intense dell'anno: da una parte Theo Rossi, che ha dato vita ad un personaggio stanco di mentire e di nascondersi, con l'apice dell'incontro con Jax e la rivelazione che tutti aspettavano, e dall'altra Jimmy Smits, interprete di uno dei pochi personaggi realmente positivi dello show, ed anche lui protagonista di una scena fantastica nell'episodio capolavoro "Suits of Woe", in cui solo con le espressioni è riuscito a mostrare il dolore provato dal personaggio.
1. Jonathan Banks, Mike Ehrmantraut in "Better Call Saul"
Il vero punto di forza della positiva prima stagione dello spin-off di "Breaking Bad" sono state le interpretazioni dei due attori provenienti dalla serie madre: Jonathan Banks ha continuato l'ottimo lavoro fatto sul personaggio di Mike, riuscendo a superarsi nell'episodio dedicato al passato dell'ex poliziotto, grazie ad un'interpretazione toccante ed intensa.
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lunedì 6 luglio 2015
Best of 2014 / 2015 - Migliori Attrici Non Protagoniste
La stagione televisiva è giunta al termine e, come un anno fa, in concomitanza con i primi premi e le imminenti nomination per gli Emmy, ho deciso di stilare alcune classifiche, elencando le performance attoriali e le serie che ho preferito nel lasso di tempo che va dal 1 luglio 2014 ad oggi (escludendo le stagioni iniziate da poco, come Hannibal e True Detective, o non ancora terminate).
Oggi è il turno delle migliori attrici non protagoniste (qui i primi cinque posti dell'anno passato).
MIGLIORI ATTRICI NON PROTAGONISTE
5. Ann Dowd, Patti Levin in "The Leftovers"
Passare più di metà stagione senza poter proferir parola, utilizzando solo la gestualità e le espressioni del viso, per poi regalarci uno dei momenti più intensi visti durante la stagione televisiva, con il faccia a faccia tra Patti e Kevin. Un'interpretazione magistrale da parte di Ann Dowd.
Passare più di metà stagione senza poter proferir parola, utilizzando solo la gestualità e le espressioni del viso, per poi regalarci uno dei momenti più intensi visti durante la stagione televisiva, con il faccia a faccia tra Patti e Kevin. Un'interpretazione magistrale da parte di Ann Dowd.
4. Billie Piper, Lily in "Penny Dreadful"
Dopo gli eventi della scorsa stagione, il personaggio interpretato dalla Rose di "Doctor Who" ha subito numerosi cambiamenti, avendo perso tutti i suoi ricordi della vita passata e, per fortuna, anche il fastidioso accento. La vera sorpresa è però arrivata nel corso della stagione, con un monologo da brividi in cui Lily sembra non essere così innocente come appare, e in cui Billie Piper sfoggia tutta la sua bravura, riuscendo ad incutere timore e aprendo la strada per un suo possibile ruolo da villain nella prossima stagione.
3. Katey Sagal, Gemma Teller in "Sons of Anarchy"
Nonostante un'ultima stagione altalenante, la serie creata da Kurt Sutter è riuscita a lasciare il pubblico nel miglior modo possibile, merito anche delle straordinarie performance del cast: è giusto quindi citare Katey Sagal, da sempre il cuore dello show, e come al solito bravissima nel mostrarci i pensieri, i dubbi, i rimorsi e le convinzioni di Gemma.
2. Uzo Aduba, Suzanne "Crazy Eyes" Warren in "Orange is the New Black"
La rivelazione della prima stagione, la conferma delle sue incredibili capacità nella seconda, e infine la consacrazione in questo terzo anno: Uzo Aduba colpisce per il suo incredibile talento sia nelle scene più drammatiche (come ampiamente dimostrato un anno fa) sia per i suoi fantastici tempi comici (il ripetuto "The Moon" e tutta la storyline del suo manoscritto). Tra le tante, ottime interpretazioni del cast, da segnalare in particolare quelle di Lea DeLaria, fantastica nella puntata dedicata al passato di Big Boo, e soprattutto Adrienne C. Moore, che oltre ad una grande capacità comica, ha sorpreso nel suo sentito discorso in cui spiega il motivo della sua volontà di convertirsi, una scena da applausi.
1. Carrie Coon, Nora Durst in "The Leftovers"
Il miglior personaggio della serie di Damon Lindelof ed una performance straordinaria da parte di Carrie Coon, che ha dato vita ad un personaggio complicato, tra il dolore per la perdita dell'intera famiglia, la voglia di ricominciare e la presenza fissa dei fantasmi del passato, che non le danno la possibilità di andare avanti. La speranza è che una così grande interpretazione possa venir riconosciuta con un meritatissimo Emmy.
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mercoledì 10 dicembre 2014
Recensione: Sons of Anarchy 7x13 - Papa's Goods
Dopo sette stagioni, è arrivato il momento di dire addio a "Sons of Anarchy".
E' giusto iniziare col dire che "Papa's Goods" è non solo una grande puntata, ma anche il finale migliore per lo show: tutto è filato liscio, tutto è andato come ci si poteva aspettare, riuscendo comunque a non essere mai banale e a toccare le giuste corde emozionali nei momenti giusti. Perchè è proprio questo uno dei punti di forza maggiori di questo finale: tutto quello che è mancato una settimana fa con la morte di Gemma, c'è stato oggi, con i vari addii di Jax agli altri personaggi che hanno commosso e colpito, con la visita alle tombe di Opie e Tara e con il fantastico discorso del protagonista al padre negli ultimi minuti di puntata come ciliegina sulla torta.
Le emozioni fanno chiaramente passare in secondo piano le morti di Barosky e Marks, utili comunque nel compimento del piano di Jax di sistemare le faccende del club prima di intraprendere il suo ultimo viaggio.
A proposito del club, sono proprio le scene tra i membri a colpire come mai durante questa travagliata ultima stagione: l'ultimo saluto, con la nomina di Chibs come nuovo presidente e di Tig come vice, e la pallottola presa da Happy per dare la possibilità a Jax di fuggire e di scegliere la propria fine.
Altri due grandi protagonisti della puntata sono sicuramente Nero e Wendy, che riescono finalmente a lasciare Charming: il destino di Abel e Thomas è ora nelle loro mani, esaudendo il desiderio di Tara di dare ai propri figli una vita normale.
Gli ultimi minuti della puntata aprono interessanti teorie e possibilità riguardo il personaggio della senzatetto, sempre presente nei momenti più delicati, una figura mistica che da il via libera a Jax di affrontare il proprio destino e con l'unione tra il pane e il sangue che chiarisce ancora di più il significato del personaggio.
Passiamo quindi proprio alla scena finale, con l'ultimo viaggio di Jax sulla moto di JT: le mani tolte dal manubrio, il volo dei corvi e lo schianto (con il camion guidato dal personaggio interpretato da Michael Chiklis) sono la perfetta conclusione del viaggio del protagonista, un uomo che è partito con le migliori intenzioni, ma che è stato risucchiato dal male e dal dolore, finendo col diventare un vero e proprio criminale. Un grande protagonista interpretato da un attore che, col passare degli anni, è sensibilmente migliorato, regalandoci in quest'ultima stagione una serie di interpretazioni da applausi. Ciao Jax, Ciao Charlie.
Ci sarebbe tanto altro da dire, ma le forti emozioni impediscono di analizzare più a fondo l'episodio: ciò che è certo è che "Sons of Anarchy" ci lascia nel migliore dei modi, entrando di diritto nell'olimpo delle migliori serie tv. Grazie Kurt Sutter.
Voto episodio: 10
Voto stagione: 8
E' giusto iniziare col dire che "Papa's Goods" è non solo una grande puntata, ma anche il finale migliore per lo show: tutto è filato liscio, tutto è andato come ci si poteva aspettare, riuscendo comunque a non essere mai banale e a toccare le giuste corde emozionali nei momenti giusti. Perchè è proprio questo uno dei punti di forza maggiori di questo finale: tutto quello che è mancato una settimana fa con la morte di Gemma, c'è stato oggi, con i vari addii di Jax agli altri personaggi che hanno commosso e colpito, con la visita alle tombe di Opie e Tara e con il fantastico discorso del protagonista al padre negli ultimi minuti di puntata come ciliegina sulla torta.
Le emozioni fanno chiaramente passare in secondo piano le morti di Barosky e Marks, utili comunque nel compimento del piano di Jax di sistemare le faccende del club prima di intraprendere il suo ultimo viaggio.
A proposito del club, sono proprio le scene tra i membri a colpire come mai durante questa travagliata ultima stagione: l'ultimo saluto, con la nomina di Chibs come nuovo presidente e di Tig come vice, e la pallottola presa da Happy per dare la possibilità a Jax di fuggire e di scegliere la propria fine.
Altri due grandi protagonisti della puntata sono sicuramente Nero e Wendy, che riescono finalmente a lasciare Charming: il destino di Abel e Thomas è ora nelle loro mani, esaudendo il desiderio di Tara di dare ai propri figli una vita normale.
Gli ultimi minuti della puntata aprono interessanti teorie e possibilità riguardo il personaggio della senzatetto, sempre presente nei momenti più delicati, una figura mistica che da il via libera a Jax di affrontare il proprio destino e con l'unione tra il pane e il sangue che chiarisce ancora di più il significato del personaggio.
Passiamo quindi proprio alla scena finale, con l'ultimo viaggio di Jax sulla moto di JT: le mani tolte dal manubrio, il volo dei corvi e lo schianto (con il camion guidato dal personaggio interpretato da Michael Chiklis) sono la perfetta conclusione del viaggio del protagonista, un uomo che è partito con le migliori intenzioni, ma che è stato risucchiato dal male e dal dolore, finendo col diventare un vero e proprio criminale. Un grande protagonista interpretato da un attore che, col passare degli anni, è sensibilmente migliorato, regalandoci in quest'ultima stagione una serie di interpretazioni da applausi. Ciao Jax, Ciao Charlie.
Ci sarebbe tanto altro da dire, ma le forti emozioni impediscono di analizzare più a fondo l'episodio: ciò che è certo è che "Sons of Anarchy" ci lascia nel migliore dei modi, entrando di diritto nell'olimpo delle migliori serie tv. Grazie Kurt Sutter.
Voto episodio: 10
Voto stagione: 8
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mercoledì 3 dicembre 2014
Recensione: Sons of Anarchy 7x12 - Red Rose
Dopo il fantastico episodio di due settimane fa, torna "Sons of Anarchy", tra svolte inaspettate e gli ormai soliti problemi di quest'ultima stagione.
"Red Rose" è la puntata più importante dell'intera serie: dopo gli eventi di "Suits of Woe", Kurt Sutter decide, un pò a sopresa, di dare un'ulteriore accelerata alla storyline di Gemma, mostrandoci il tanto atteso incontro tra lei e Jax, ovviamente l'evento più importante dell'episodio. L'attesa per il faccia a faccia era altissimo, e forse anche per le alte aspettative nasce un pizzico di delusione; purtroppo, durante il dialogo tra i due, mancano quelle forti emozioni presenti nello scorso episodio, e soprattutto non convince del tutto la decisione di Sutter di dare l'ultima parola e, soprattutto, un'ultima vittoria a Gemma: è infatti lei che spinge il figlio a premere il grilletto, scegliendo anche il punto dove morire.
La scena in se è indubbiamente realizzata bene, grazie anche alle sempre ottime interpretazioni di Katey Sagal e Charlie Hunnam, ma Gemma, dopo tutti i disastri compiuti in questi anni, non meritava un'uscita di scena così "soft"; d'altra parte, Sutter ha chiaramente deciso di concentrarsi sul dolore di Jax, diviso tra la voglia di vendetta e l'amore per la madre, facendo cadere ancora di più il protagonista in una spirale di disperazione, che molto probabilmente lo porterà al suicidio.
Nonostante tutto, è giusto omaggiare la leader incontrastata della serie, una grande attrice e uno dei più grandi villain degli ultimi anni di televisione.
Oltre alla morte di Gemma, stupisce anche la dipartita di Unser per mano di Jax, con il primo che decide di non lasciare la donna amata al suo destino, morendo al suo fianco: la fine di un personaggio che, tra alti e bassi, è stato importantissimo nell'economia della serie. A questo proposito, è impossibile non tirare un sospiro di sollievo al pensiero che al posto di Unser ci sarebbe potuto essere Nero, che con la morte di Gemma potrebbe avere la possibilità di partire e fuggire dal caos di Charming.
La terza uscita di scena dell'episodio è quella di Juice, che tra tentativi di suicidio e tradimenti riesce a morire nel modo migliore, evitando ulteriori problemi per il club: il destino del personaggio era scritto da tempo, ma grazie anche ad un ottimo Theo Rossi, la sua morte è di forte impatto.
Purtroppo in "Red Rose" ritroviamo anche i vecchi problemi visti nella prima metà di quest'ultima stagione, con interminabili dialoghi sui soliti problemi tra bande e l'aggiunta di un evitabilissimo problema con gli irlandesi: tenendo conto che la questione Barosky è ancora aperta, la scelta di ampliare i guai a Charming non convince.
Da menzionare invece il ritorno di Hal Holbrook in un'ottima scena con Gemma, e il cameo di Michael Chiklis.
Dopo una stagione altalenante siamo quindi arrivati al momento tanto atteso: manca una settimana al series finale, dove vedremo quale sarà il destino di Jax, in attesa del giudizio degli altri membri per la morte di Jury, con l'obbiettivo di sistemare i problemi del club e con la moto di JT che lo aspetta per un ultimo viaggio.
Voto episodio: 9
"Red Rose" è la puntata più importante dell'intera serie: dopo gli eventi di "Suits of Woe", Kurt Sutter decide, un pò a sopresa, di dare un'ulteriore accelerata alla storyline di Gemma, mostrandoci il tanto atteso incontro tra lei e Jax, ovviamente l'evento più importante dell'episodio. L'attesa per il faccia a faccia era altissimo, e forse anche per le alte aspettative nasce un pizzico di delusione; purtroppo, durante il dialogo tra i due, mancano quelle forti emozioni presenti nello scorso episodio, e soprattutto non convince del tutto la decisione di Sutter di dare l'ultima parola e, soprattutto, un'ultima vittoria a Gemma: è infatti lei che spinge il figlio a premere il grilletto, scegliendo anche il punto dove morire.
La scena in se è indubbiamente realizzata bene, grazie anche alle sempre ottime interpretazioni di Katey Sagal e Charlie Hunnam, ma Gemma, dopo tutti i disastri compiuti in questi anni, non meritava un'uscita di scena così "soft"; d'altra parte, Sutter ha chiaramente deciso di concentrarsi sul dolore di Jax, diviso tra la voglia di vendetta e l'amore per la madre, facendo cadere ancora di più il protagonista in una spirale di disperazione, che molto probabilmente lo porterà al suicidio.
Nonostante tutto, è giusto omaggiare la leader incontrastata della serie, una grande attrice e uno dei più grandi villain degli ultimi anni di televisione.
Oltre alla morte di Gemma, stupisce anche la dipartita di Unser per mano di Jax, con il primo che decide di non lasciare la donna amata al suo destino, morendo al suo fianco: la fine di un personaggio che, tra alti e bassi, è stato importantissimo nell'economia della serie. A questo proposito, è impossibile non tirare un sospiro di sollievo al pensiero che al posto di Unser ci sarebbe potuto essere Nero, che con la morte di Gemma potrebbe avere la possibilità di partire e fuggire dal caos di Charming.
La terza uscita di scena dell'episodio è quella di Juice, che tra tentativi di suicidio e tradimenti riesce a morire nel modo migliore, evitando ulteriori problemi per il club: il destino del personaggio era scritto da tempo, ma grazie anche ad un ottimo Theo Rossi, la sua morte è di forte impatto.
Purtroppo in "Red Rose" ritroviamo anche i vecchi problemi visti nella prima metà di quest'ultima stagione, con interminabili dialoghi sui soliti problemi tra bande e l'aggiunta di un evitabilissimo problema con gli irlandesi: tenendo conto che la questione Barosky è ancora aperta, la scelta di ampliare i guai a Charming non convince.
Da menzionare invece il ritorno di Hal Holbrook in un'ottima scena con Gemma, e il cameo di Michael Chiklis.
Dopo una stagione altalenante siamo quindi arrivati al momento tanto atteso: manca una settimana al series finale, dove vedremo quale sarà il destino di Jax, in attesa del giudizio degli altri membri per la morte di Jury, con l'obbiettivo di sistemare i problemi del club e con la moto di JT che lo aspetta per un ultimo viaggio.
Voto episodio: 9
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mercoledì 19 novembre 2014
Recensione: Sons of Anarchy 7x11 - Suits of Woe
Dopo una stagione fatta di pochi alti e fin troppi punti bassi, Kurt Sutter riesce a fugare ogni dubbio sulla riuscita di quest'ultimo viaggio dei Sons con un episodio capolavoro.
"Suits of Woe" è quello che è stato un anno fa "Ozymandias" per "Breaking Bad", la puntata in cui tutti i nodi vengono al pettine e l'autore ci prepara per gli ultimi due, intensi episodi.
La puntata è ricca di momenti da pelle d'oca, ma uno dei più importanti è sicuramente il dialogo tra Juice e Jax, in cui il primo, dopo aver portato a termine il suo compito uccidendo Lin, sfoga tutto il dolore e il rimorso raccontando al suo presidente la verità sulla notte della morte di Tara; una scena intensa, scritta e recitata alla perfezione, con le giuste espressioni, i giusti silenzi e le giuste reazioni di entrambi gli attori. A questo proposito, è giusto sottolineare le fantastiche interpretazioni di tutto il cast, con la maggior parte degli interpreti che ci regalano la loro miglior performance nello show: dall'ottimo Theo Rossi e il suo Juice che finalmente riesce a fare la cosa giusta, nonostante questo significhi andare incontro alla morte, fino ad arrivare al grande Jimmy Smits e al suo povero Nero, trascinato nella spirale di dolore e follia di Gemma, con la sua toccante reazione alla notizia del disastro compiuto dalla sua amata.
Ma su tutti, in questo episodio spicca l'interpretazione assolutamente perfetta di Charlie Hunnam: la sua è la performance di una vita, sincera e sentita, che si racchiude alla perfezione nella scena finale, col suo pianto a dirotto durante il dialogo con Nero, chiedendosi il perchè del gesto di sua madre. Un'interpretazione da Emmy.
Tra i tanti momenti intensi dell'episodio sono da sottolineare i due incontri tra Jax e Unser, con quest'ultimo ancora all'oscuro riguardo la colpevolezza di Gemma, l'ultimo saluto tra la nonna ed Abel, con la consegna dell'anello del club, la confessione di Wendy che conferma i dubbi del protagonista e gli abbracci tra Jax e Chibs e Jax e Tig.
E' difficile parlare nel dettaglio di "Suits of Woe", che per la prima volta in quest'ultima stagione ci ha fatto provare quelle sensazioni ed emozioni che solo questo show riesce a regalare, ma sicuramente l'episodio ci prepara per il forcing finale, con la resa dei conti con Barosky, la vera talpa, e la decisione riguardo la morte di Jury, con Jax pronto ad ammettere le sue colpe: tutte le scelte fatte dopo la morte di Tara, tutte le morti e le alleanze distrutte sono state colpa sua, e da grande leader l'unico modo per rimediare è affrontare le proprie responsabilità.
Ma soprattutto si fa sempre più vicina la resa dei conti finale con Gemma, in fuga da Jax e da Charming: è difficile immaginare come potranno essere le prossime due puntate, ma Sutter ci ha dimostrato, per l'ennesima volta, di meritare la nostra fiducia.
Voto episodio: 10
"Suits of Woe" è quello che è stato un anno fa "Ozymandias" per "Breaking Bad", la puntata in cui tutti i nodi vengono al pettine e l'autore ci prepara per gli ultimi due, intensi episodi.
La puntata è ricca di momenti da pelle d'oca, ma uno dei più importanti è sicuramente il dialogo tra Juice e Jax, in cui il primo, dopo aver portato a termine il suo compito uccidendo Lin, sfoga tutto il dolore e il rimorso raccontando al suo presidente la verità sulla notte della morte di Tara; una scena intensa, scritta e recitata alla perfezione, con le giuste espressioni, i giusti silenzi e le giuste reazioni di entrambi gli attori. A questo proposito, è giusto sottolineare le fantastiche interpretazioni di tutto il cast, con la maggior parte degli interpreti che ci regalano la loro miglior performance nello show: dall'ottimo Theo Rossi e il suo Juice che finalmente riesce a fare la cosa giusta, nonostante questo significhi andare incontro alla morte, fino ad arrivare al grande Jimmy Smits e al suo povero Nero, trascinato nella spirale di dolore e follia di Gemma, con la sua toccante reazione alla notizia del disastro compiuto dalla sua amata.
Ma su tutti, in questo episodio spicca l'interpretazione assolutamente perfetta di Charlie Hunnam: la sua è la performance di una vita, sincera e sentita, che si racchiude alla perfezione nella scena finale, col suo pianto a dirotto durante il dialogo con Nero, chiedendosi il perchè del gesto di sua madre. Un'interpretazione da Emmy.
Tra i tanti momenti intensi dell'episodio sono da sottolineare i due incontri tra Jax e Unser, con quest'ultimo ancora all'oscuro riguardo la colpevolezza di Gemma, l'ultimo saluto tra la nonna ed Abel, con la consegna dell'anello del club, la confessione di Wendy che conferma i dubbi del protagonista e gli abbracci tra Jax e Chibs e Jax e Tig.
E' difficile parlare nel dettaglio di "Suits of Woe", che per la prima volta in quest'ultima stagione ci ha fatto provare quelle sensazioni ed emozioni che solo questo show riesce a regalare, ma sicuramente l'episodio ci prepara per il forcing finale, con la resa dei conti con Barosky, la vera talpa, e la decisione riguardo la morte di Jury, con Jax pronto ad ammettere le sue colpe: tutte le scelte fatte dopo la morte di Tara, tutte le morti e le alleanze distrutte sono state colpa sua, e da grande leader l'unico modo per rimediare è affrontare le proprie responsabilità.
Ma soprattutto si fa sempre più vicina la resa dei conti finale con Gemma, in fuga da Jax e da Charming: è difficile immaginare come potranno essere le prossime due puntate, ma Sutter ci ha dimostrato, per l'ennesima volta, di meritare la nostra fiducia.
Voto episodio: 10
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Sons of Anarchy
mercoledì 12 novembre 2014
Recensione: Sons of Anarchy 7x10 - Faith and Despondency
Nuovo episodio di "Sons of Anarchy", che conferma i progressi visti una settimana fa.
"Faith and Despondency" non è una puntata perfetta, ma riesce a regalare grandi emozioni e da il via alla resa dei conti finale, sia con Marks che con Gemma.
Tra i tanti eventi importanti dell'episodio, spicca il piano geniale di Jax per colpire Moses, grazie all'aiuto di Tyler, dei Grim e dei Nazi, riuscendo così a vendicare la morte di Bobby, con una scena molto forte ma non gratuita: infliggere al braccio destro di Marks lo stesso trattamento riservato a Bobby prima di ucciderlo era il minimo, lanciando un forte messaggio al rivale. Finalmente il presidente di SAMCRO riesce a fare un passo indietro, riuscendo ad ottenere la vendetta sfruttando la sua intelligenza.
Uno degli aspetti positivi della puntata è anche l'utilizzo di quel pizzico di ironia macabra che ha sempre contraddistinto la serie in determinate situazioni, come ad esempio Hap che prende in trofeo le dita tagliate a Moses.
L'episodio si concentra anche sui rapporti tra i personaggi, con le splendide scene tra Venus e Tig (ottime le interpretazioni di Walton Goggins e Kim Coates) e con Jax che inizia la puntata in compagnia di Winsome , per poi concludere con il momento più intenso e toccante, in cui rivela ad Abel la vera identità di Wendy. La scelta di dire la verità ad Abel funziona perfettamente, grazie anche alle performance di un grande Charlie Hunnam e Drea de Matteo, ed aiuta a costruire il momento clou dell'episodio, con Abel che confessa al padre la colpevolezza di Gemma per quanto riguarda la morte di Tara: ovviamente ora bisognerà vedere quale sarà la reazione di Jax, tenendo anche conto di quanto accaduto durante la puntata, con Abel che ha accusato la nonna di averlo ferito. In questo senso risulterà decisivo anche Unser: i suoi dubbi e le sue informazioni, sommate alla confessione di Abel, daranno a Jax ottimi motivi per dubitare di Gemma; vederla in difficoltà e sconfitta dopo la bugia di Abel è stata una delle cose migliori della puntata, e finalmente la resa dei conti si fa sempre più vicina.
A proposito di rapporti e scene ironiche, vedere Marilyn Manson che legge poesie d'amore a Juice vale l'intero episodio, mentre continua a non convincere la relazione tra Chibs e la Jerry, con scene fin troppo plateali e con i dubbi di quest'ultima che iniziano a diventare ripetitivi.
Giusto menzionare la morte di Leland per mano di Unser, mentre aumenta la preoccupazione per il destino di Nero.
"Sons of Anarchy" riesce quindi a confermare i miglioramenti visti una settimana fa; con tre episodi rimasti e la confessione di Abel, ci aspetta un finale ricco di emozioni.
Voto episodio: 8/9
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Sons of Anarchy
mercoledì 5 novembre 2014
Recensione: Sons of Anarchy 7x09 - What a Piece of Work is Man
Dopo la delusione di una settimana fa, "Sons of Anarchy" torna agli standard abituali con un ottimo episodio.
"What a Piece of Work is Man" rappresenta infatti la svolta definitiva della stagione, con Marks in prigione e la fine della guerra che si fa sempre più vicina.
Sono tanti i momenti degni di nota della puntata, ma su tutti c'è, ovviamente, la morte di Bobby: una scena molto tesa e ben interpretata, con l'inaspettata mossa di Marks che da prova, per l'ennesima volta, di far sul serio, e facendo capire una volta per tutte a Jax che è arrivato il momento di farla finita.
La morte di uno dei più grandi personaggi della serie è l'ennesima conseguenza delle bugie di Gemma, e in questo senso la scoperta da parte di Unser e della Jarry dell'innocenza dell'uomo ucciso da Jax nella premiere apre nuove possibilità per le prossime puntate: il castello di carte è ormai sul punto di crollare, e l'ex sceriffo di Charming inizia ad avere sempre più informazioni e sempre più dubbi. Resterà da vedere però cosa deciderà di fare Unser una volta scoperta la verità, diviso tra la voglia di far giustizia e il suo amore per Gemma.
Un altro personaggio cardine per il destino di Gemma sembra essere Abel: anche in questo caso tutto dipenderà da cosa deciderà di fare il bambino, e a chi racconterà la verità sulla morte di Tara. In ogni caso, il destino del figlio maggiore di Jax sembra essere segnato, con un'infanzia vissuta tra morte, bugie e tradimenti.
Un altra situazione fondamentale per le prossime puntate è la morte di Jury e, di conseguenza, la presenza della talpa all'interno di SAMCRO: il dubbio maggiore riguarda sempre Barosky, ma a questo punto è lecito aspettarsi di tutto da Sutter.
Con la fine della storyline del pastore che si fa sempre più vicina, resta ancora in bilico il destino di Juice, spostato in isolamento senza avere la possibilità di avvicinare Lin: anche per questa storyline è difficile immaginare cosa potrà accadere, e tutto dipenderà da cosa scopriranno Unser e la Jarry.
"What a Piece of Work is Man" ridà finalmente speranza per assistere ad un ultimo viaggio ricco di emozioni e sorprese: la totale assenza della colonna sonora è il segno definitivo della fine sempre più vicina.
Voto episodio: 8/9
"What a Piece of Work is Man" rappresenta infatti la svolta definitiva della stagione, con Marks in prigione e la fine della guerra che si fa sempre più vicina.
Sono tanti i momenti degni di nota della puntata, ma su tutti c'è, ovviamente, la morte di Bobby: una scena molto tesa e ben interpretata, con l'inaspettata mossa di Marks che da prova, per l'ennesima volta, di far sul serio, e facendo capire una volta per tutte a Jax che è arrivato il momento di farla finita.
La morte di uno dei più grandi personaggi della serie è l'ennesima conseguenza delle bugie di Gemma, e in questo senso la scoperta da parte di Unser e della Jarry dell'innocenza dell'uomo ucciso da Jax nella premiere apre nuove possibilità per le prossime puntate: il castello di carte è ormai sul punto di crollare, e l'ex sceriffo di Charming inizia ad avere sempre più informazioni e sempre più dubbi. Resterà da vedere però cosa deciderà di fare Unser una volta scoperta la verità, diviso tra la voglia di far giustizia e il suo amore per Gemma.
Un altro personaggio cardine per il destino di Gemma sembra essere Abel: anche in questo caso tutto dipenderà da cosa deciderà di fare il bambino, e a chi racconterà la verità sulla morte di Tara. In ogni caso, il destino del figlio maggiore di Jax sembra essere segnato, con un'infanzia vissuta tra morte, bugie e tradimenti.
Un altra situazione fondamentale per le prossime puntate è la morte di Jury e, di conseguenza, la presenza della talpa all'interno di SAMCRO: il dubbio maggiore riguarda sempre Barosky, ma a questo punto è lecito aspettarsi di tutto da Sutter.
Con la fine della storyline del pastore che si fa sempre più vicina, resta ancora in bilico il destino di Juice, spostato in isolamento senza avere la possibilità di avvicinare Lin: anche per questa storyline è difficile immaginare cosa potrà accadere, e tutto dipenderà da cosa scopriranno Unser e la Jarry.
"What a Piece of Work is Man" ridà finalmente speranza per assistere ad un ultimo viaggio ricco di emozioni e sorprese: la totale assenza della colonna sonora è il segno definitivo della fine sempre più vicina.
Voto episodio: 8/9
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mercoledì 29 ottobre 2014
Recensione: Sons of Anarchy 7x08 - Separation of Crows
Prosegue l'ultima stagione di "Sons of Anarchy", con l'episodio peggiore visto quest'anno.
"Separation of Crows" è infatti una puntata impossibile da salvare: dopo lo sconvolgente finale di una settimana fa, era lecito aspettarsi l'inizio della resa dei conti, ma per l'ennesima volta la serie rimanda l'appuntamento.
L'unica, vera svolta della puntata è la morte di Jury per mano di Jax, una scena importante che non fa altro che sottolineare quanto il protagonista sia ormai irrecuperabile, uccidendo un amico nonostante l'assenza di prove della sua colpevolezza e la conferma della sua innocenza da parte dello stesso Jury, dando quasi l'impressione che Jax decida di ucciderlo per evitare di affrontare la realtà e di capire di esser diventato tutto ciò che ha sempre cercato di allontanare dal club.
L'aspetto migliore della scena è l'aver riportato alla luce la morte di JT, con Jury che mette il dubbio su quanto accaduto il giorno dell'incidente, uno spunto interessante da poter sviluppare nelle prossime puntate, un'altra aggiunta alla lista di morti da vendicare causate da Gemma.
In tutto questo, il club continua a seguire il proprio leader, anche se i dialoghi tra Chibs e Jax in apertura e chiusura di puntata e gli sguardi poco convinti di Tig fanno intendere che stiano nascendo i primi dubbi: resta comunque un senso di forte delusione per il trattamento riservato a questi grandi protagonisti della storia, apparentemente troppo ciechi per vedere i disastri compiuti dal presidente.
Come detto, il resto dell'episodio è assolutamente da dimenticare, con l'ennesima sottolineatura di come Gemma sia convinta di aver agito per il bene della sua famiglia uccidendo Tara, e con Abel che continua a dare segnali di squilibrio, tenendo per se, per qualche strana ragione, il segreto sulla morte della madre.
La missione di Juice viene rimandata alla settimana prossima, e anche la situazione precaria di Bobby non colpisce come dovrebbe, tra gli infiniti discorsi di Moses Cartwright e la perdita delle dita: la scena finale, uguale a quella vista una settimana fa, è il chiaro segnale dei problemi dell'episodio: ripetitivo e privo di vere idee.
"Separation of Crows" lascia quasi senza parole per la pochezza dei contenuti, e non basta l'ottima "All Along the Watchtower" per salvare l'episodio più deludente della stagione: il finale si avvicina, e i dubbi sulla riuscita di questo ultimo viaggio dei Sons iniziano ad aumentare.
Voto episodio: 5
"Separation of Crows" è infatti una puntata impossibile da salvare: dopo lo sconvolgente finale di una settimana fa, era lecito aspettarsi l'inizio della resa dei conti, ma per l'ennesima volta la serie rimanda l'appuntamento.
L'unica, vera svolta della puntata è la morte di Jury per mano di Jax, una scena importante che non fa altro che sottolineare quanto il protagonista sia ormai irrecuperabile, uccidendo un amico nonostante l'assenza di prove della sua colpevolezza e la conferma della sua innocenza da parte dello stesso Jury, dando quasi l'impressione che Jax decida di ucciderlo per evitare di affrontare la realtà e di capire di esser diventato tutto ciò che ha sempre cercato di allontanare dal club.
L'aspetto migliore della scena è l'aver riportato alla luce la morte di JT, con Jury che mette il dubbio su quanto accaduto il giorno dell'incidente, uno spunto interessante da poter sviluppare nelle prossime puntate, un'altra aggiunta alla lista di morti da vendicare causate da Gemma.
In tutto questo, il club continua a seguire il proprio leader, anche se i dialoghi tra Chibs e Jax in apertura e chiusura di puntata e gli sguardi poco convinti di Tig fanno intendere che stiano nascendo i primi dubbi: resta comunque un senso di forte delusione per il trattamento riservato a questi grandi protagonisti della storia, apparentemente troppo ciechi per vedere i disastri compiuti dal presidente.
Come detto, il resto dell'episodio è assolutamente da dimenticare, con l'ennesima sottolineatura di come Gemma sia convinta di aver agito per il bene della sua famiglia uccidendo Tara, e con Abel che continua a dare segnali di squilibrio, tenendo per se, per qualche strana ragione, il segreto sulla morte della madre.
La missione di Juice viene rimandata alla settimana prossima, e anche la situazione precaria di Bobby non colpisce come dovrebbe, tra gli infiniti discorsi di Moses Cartwright e la perdita delle dita: la scena finale, uguale a quella vista una settimana fa, è il chiaro segnale dei problemi dell'episodio: ripetitivo e privo di vere idee.
"Separation of Crows" lascia quasi senza parole per la pochezza dei contenuti, e non basta l'ottima "All Along the Watchtower" per salvare l'episodio più deludente della stagione: il finale si avvicina, e i dubbi sulla riuscita di questo ultimo viaggio dei Sons iniziano ad aumentare.
Voto episodio: 5
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giovedì 23 ottobre 2014
Recensione: Sons of Anarchy 7x07 - Greensleeves
Settima puntata per "Sons of Anarchy", che alterna momenti carichi di tensione ai soliti problemi visti durante la stagione.
Come successo una settimana fa, "Greensleeves" inizia annullando il cliffhanger della puntata precedente, ma mentre la fuga di Gemma era immaginabile, vedere Juice allontanarsi come se niente fosse lascia piuttosto perplessi: sembra ovvio che il club gli abbia chiesto di fare qualcosa per ottenere un vantaggio nella guerra contro Marks, ma la scena in se è molto deludente.
Detto questo, il compito di Juice, in prigione per conto dei Sons per eliminare Lin, sembra essersi complicato già da subito, ma l'arrivo di un membro della razza ariana potrebbe riuscire a facilitargli il compito, mettendo fine ad una storyline che sta andando avanti da fin troppo tempo.
Purtroppo, arrivati alla settima puntata, continuano ad aggiungersi storyline che ci tengono lontani dal fulcro dello show, tra la storia della moglie del prete e la caccia al pappone di turno, con annessa nuova ragazza da mandare al Diosa; storie che vanno ad incastrarsi nel mosaico della guerra contro Marks, ma che a conti fatti annoiano.
Ed ormai è proprio Marks l'ultimo nemico rimasto per Jax: il personaggio non è mai stato particolarmente carismatico, e come già detto nelle passate settimane, la guerra tra bande non sta regalando momenti degni di nota, ma gli ultimi minuti dell'episodio ci ridanno finalmente quelle sensazioni tipiche dello show: dalla scena in cui il gruppo si separa, lo spettatore ha già il sentore che potrebbe accadere qualcosa, e quando viene inquadrato Bobby, il primo, vero pugno sullo stomaco dell'anno arriva e colpisce duramente: il destino di uno dei membri più amati di SAMCRO resta ancora in bilico, ma il primo segnale mandato da Marks, con l'occhio di Bobby in una scatola consegnata a Jax, fa presagire l'inizio della tempesta.
Fa riflettere, in questo senso, la frase di Jax pronunciata pochi minuti prima dell'incidente, quasi a sminuire il potere di Marks in confronto a quello del suo predecessore, Pope, ricevendo in cambio una risposta fin troppo chiara sulle intenzioni e le capacità dell'uomo.
Un altro momento potenzialmente ricco di tensione, ma costruito non altrettanto bene, riguarda Gemma, disperata alla notizia della cattura di Juice, e convinta di essere ormai spacciata: il suo viaggio verso la baita insieme ad Happy e Rat sembra poter essere il suo ultimo viaggio, ma noi sappiamo fin troppo bene che la verità non è ancora saltata a galla e che ad aspettarla ci saranno la moglie del reverendo ed il figlio della donna, rendendo le scene prive di pathos, salvate solo dall'ottima interpretazione di Katey Sagal.
A rendere questi momenti ancora meno d'impatto c'è l'assurdo comportamento dei protagonisti, con Gemma che non pensa di chiamare Jax per chiedere spiegazioni, e con Happy e Rat fin troppo freddi e sospetti.
La vera svolta nella storyline di Gemma arriva però con la sua confessione a Thomas: pensando di essere vicina alla morte, decide di raccontare al piccolo la verità sulla morte di Tara, senza accorgersi della presenza di Abel. Il figlio maggiore di Jax sta iniziando ad essere sempre più centrale in questa stagione, ma il suo ruolo lascia ancora perplessi, tra essere l'ennesimo esempio dell'inevitabile destino che accompagna i Teller, ad essere colui che vendicherà la morte della madre, ipotesi forse fin troppo cruda, ma decisamente in linea con il tono dello show.
L'ultima stagione di "Sons of Anarchy" prosegue tra alti e bassi, ma la tempesta sembra essere definitivamente arrivata, preparandoci per sei episodi carichi di tensione.
Voto episodio: 7/8
Come successo una settimana fa, "Greensleeves" inizia annullando il cliffhanger della puntata precedente, ma mentre la fuga di Gemma era immaginabile, vedere Juice allontanarsi come se niente fosse lascia piuttosto perplessi: sembra ovvio che il club gli abbia chiesto di fare qualcosa per ottenere un vantaggio nella guerra contro Marks, ma la scena in se è molto deludente.
Detto questo, il compito di Juice, in prigione per conto dei Sons per eliminare Lin, sembra essersi complicato già da subito, ma l'arrivo di un membro della razza ariana potrebbe riuscire a facilitargli il compito, mettendo fine ad una storyline che sta andando avanti da fin troppo tempo.
Purtroppo, arrivati alla settima puntata, continuano ad aggiungersi storyline che ci tengono lontani dal fulcro dello show, tra la storia della moglie del prete e la caccia al pappone di turno, con annessa nuova ragazza da mandare al Diosa; storie che vanno ad incastrarsi nel mosaico della guerra contro Marks, ma che a conti fatti annoiano.
Ed ormai è proprio Marks l'ultimo nemico rimasto per Jax: il personaggio non è mai stato particolarmente carismatico, e come già detto nelle passate settimane, la guerra tra bande non sta regalando momenti degni di nota, ma gli ultimi minuti dell'episodio ci ridanno finalmente quelle sensazioni tipiche dello show: dalla scena in cui il gruppo si separa, lo spettatore ha già il sentore che potrebbe accadere qualcosa, e quando viene inquadrato Bobby, il primo, vero pugno sullo stomaco dell'anno arriva e colpisce duramente: il destino di uno dei membri più amati di SAMCRO resta ancora in bilico, ma il primo segnale mandato da Marks, con l'occhio di Bobby in una scatola consegnata a Jax, fa presagire l'inizio della tempesta.
Fa riflettere, in questo senso, la frase di Jax pronunciata pochi minuti prima dell'incidente, quasi a sminuire il potere di Marks in confronto a quello del suo predecessore, Pope, ricevendo in cambio una risposta fin troppo chiara sulle intenzioni e le capacità dell'uomo.
Un altro momento potenzialmente ricco di tensione, ma costruito non altrettanto bene, riguarda Gemma, disperata alla notizia della cattura di Juice, e convinta di essere ormai spacciata: il suo viaggio verso la baita insieme ad Happy e Rat sembra poter essere il suo ultimo viaggio, ma noi sappiamo fin troppo bene che la verità non è ancora saltata a galla e che ad aspettarla ci saranno la moglie del reverendo ed il figlio della donna, rendendo le scene prive di pathos, salvate solo dall'ottima interpretazione di Katey Sagal.
A rendere questi momenti ancora meno d'impatto c'è l'assurdo comportamento dei protagonisti, con Gemma che non pensa di chiamare Jax per chiedere spiegazioni, e con Happy e Rat fin troppo freddi e sospetti.
La vera svolta nella storyline di Gemma arriva però con la sua confessione a Thomas: pensando di essere vicina alla morte, decide di raccontare al piccolo la verità sulla morte di Tara, senza accorgersi della presenza di Abel. Il figlio maggiore di Jax sta iniziando ad essere sempre più centrale in questa stagione, ma il suo ruolo lascia ancora perplessi, tra essere l'ennesimo esempio dell'inevitabile destino che accompagna i Teller, ad essere colui che vendicherà la morte della madre, ipotesi forse fin troppo cruda, ma decisamente in linea con il tono dello show.
In tutto questo, con Bobby in pericolo di vita ed il club pronto per la battaglia finale, il destino del povero Nero sembra ormai scritto, pronto per l'ennesima volta a lasciarsi alle spalle tutti i problemi di Charming, ma continuando a restare aggrappato all'amore di Gemma, che storicamente non ha mai portato a nulla di buono. Un destino simile potrebbe toccare anche ad Unser, che da però l'impressione di essere diventato il più intelligente di tutti, e nonostante la malattia non sorprenderebbe vederlo vivo al termine della serie.
L'ultima stagione di "Sons of Anarchy" prosegue tra alti e bassi, ma la tempesta sembra essere definitivamente arrivata, preparandoci per sei episodi carichi di tensione.
Voto episodio: 7/8
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