lunedì 8 settembre 2014

Recensione: The Leftovers 1x10 - The Prodigal Son Returns

Dopo la pausa di una settimana, "The Leftovers" ritorna con l'attesissimo season finale, tra momenti particolarmente riusciti e molte domande.

"The Prodigal Son Returns" si regge soprattutto sull'intensa interpretazione di Justin Theroux, che conferma le buone prove date nel corso della stagione, e sugli ultimi venti minuti, nei quali, attraverso gli occhi del protagonista, assistiamo alla rivolta degli abitanti di Mapleton nei confronti dei Colpevoli Sopravvissuti.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata utilizzare le repliche dei Dipartiti per svegliare la popolazione, mettendoli davanti a quello che così disperatamente cercano di dimenticare.
Il piano del gruppo termina però con una vera e propria caccia alla streghe, tra colpi di pistola e violenza, ed il momento clou è il salvataggio di Jill, rimasta intrappolata in una delle case in fiamme, da parte di Kevin: l'urlo disperato di Laurie, che finalmente parla per avvisare l'ex marito del pericolo, è l'apice del dolore e del disastro che li circonda.




Un altro momento particolarmente riuscito riguarda la reazione di Nora al piano dei CS: trovarsi in casa le repliche del marito e dei figli riapre una ferita che non si è mai realmente chiusa, portando la donna alla decisione di lasciare Mapleton.
La stagione si chiude giustamente sul personaggio più riuscito dello show, con Nora che trova la figlia di Wayne davanti alla casa di Kevin, mostrandola allo sceriffo e a Jill.




Una delle domande che nascono dalla puntata è collegata all'incontro tra Kevin e Wayne, durante il viaggio del protagonista e di Matt verso Mapleton dopo aver seppellito Patti: lo sceriffo trova Wayne morente in un bagno; l'uomo, dubbioso sulla natura del suo potere, chiede a Kevin di esprimere un desiderio, affermando di averlo esaudito poco prima di morire.
Alla luce del finale e dei rimpianti di Kevin sull'aver perso la famiglia, e dando per scontato che il desiderio sia stato effettivamente esaudito, ci sono due possibilità su quale possa esser stato il pensiero di Kevin: la sua vecchia famiglia si è ritrovata per la prima volta dopo il 14 ottobre, con Laurie che incontra Tom dopo che quest'ultimo ha lasciato la figlia di Wayne a casa del padre, e con lo sceriffo insieme a Jill; ma è anche possibile che il suo desiderio fosse quello di riuscire a mettere una volta per tutte il passato alle spalle, e ricominciare con Nora e Jill, con l'aggiunta della bambina che può dare quel senso di speranza e di vero e proprio punto su cui ripartire.
Personalmente voglio pensare che sia quest'ultimo il vero desiderio di Kevin, anche per dare un barlume di speranza in uno show costruito principalmente sulla tristezza dei suoi personaggi.




L'altro grosso dubbio che nasce dall'episodio è il sogno avuto da Kevin durante il viaggio con Matt, nel quale viene chiuso nella struttura dove si trova il padre, e dove viene messo faccia a faccia con la sua follia, rappresentata da Patti, che da volto alle voci sentite nel corso della stagione da Garvey Sr.
Una scena d'impatto, nella quale ritroviamo anche il numero del National Geographic, e che lascia aperta la parte più misteriosa dello show.




Termina così la prima stagione di "The Leftovers", che tra alti e bassi è riuscita ad affermarsi come una delle novità più interessanti dell'anno; lo show non ci ha lasciati col tanto sperato cliffhanger, ma c'è comunque molta curiosità nel vedere come Mapleton reagirà al disastro e su cosa deciderà di fare Kevin.
Un finale colmo di dolore, tornato in superficie con il discorso tra Kevin e Matt e il piano dei CS, ma che allo stesso tempo, nel momento più duro dopo il 14 ottobre, fa rinascere la speranza, con il ritorno di Tom a Mapleton e la presenza della figlia di Wayne.
Da menzionare, in questo episodio come nei precedenti nove, la fantastica colonna sonora, che ha accompagnato nel miglior modo possibile tutti gli avvenimenti della stagione.


Voto episodio: 9 +

Voto stagione: 8/9

Recensione: Orange is the New Black - Stagione 2

Dopo la fantastica prima stagione, "Orange is the New Black" si riconferma nel suo secondo anno, nonostante un leggero calo.

I motivi che hanno portato al calo hanno anche dato vita però ad alcune delle cose migliori della stagione: l'assenza forzata di Laura Prepon e la diminuzione del minutaggio per Piper hanno dato la possibilità allo show di concentrarsi maggiormente sulle altre detenute, riuscendo ad approfondire alcuni personaggi che nella prima stagione erano rimasti più in disparte e a far crescere altri che erano già stati caratterizzati al meglio. Nel primo gruppo spiccano Morello e Poussey, la vera rivelazione della stagione, mentre nel secondo troviamo Nicky e, soprattutto, Red: è impossibile non tifare per lei nel corso delle tredici puntate, sia quando riesce a riunire la famiglia, sia quando se la deve vedere contro l'antagonista, Vee.




Ed è proprio quest'ultima il vero problema della stagione: una figura da contrapporre a Red ha funzionato per i primi episodi, ma alla lunga il suo strapotere nei confronti del gruppo capitanato da Taystee ha stancato, rischiando di rovinare tutti i personaggi che le hanno girato intorno.
A questo proposito, nonostante la grande prova di Uzo Aduba, Crazy Eyes ha subito una brutta involuzione nel corso dei tredici episodi, mentre Taystee è riuscita a salvarsi sul finale, tornando da Poussey ed abbandonando la leader.
Nell'ultimo episodio, con la fine del regno di Vee, c'è stato il rischio di terminare questa storyline troppo banalmente, ma la fine riservata al personaggio è stato un vero tocco di classe, con Rosa, finalmente libera, che la investe. L'immagine finale della donna in fuga, che torna a sentirsi come quando era giovane, spensierata e pronta ad affrontare il pericolo, con in sottofondo "Don't Fear the Reaper" dei Blue Oyster Cult, è semplicemente perfetta.




La scelta di concentrarsi sulle altre detenute ha però messo in risalto l'importanza di Piper, anche grazie alla superba interpretazione di Taylor Schilling: il personaggio è riuscito a crescere molto nel corso della stagione, e vederla in scena dava un qualcosa in più allo show.
Lo stesso discorso vale per Alex, presente in pochissimi episodi ma che è riuscita ad affermare quanto sia necessario per lo show il suo personaggio: il suo ritorno in pianta stabile nella prossima stagione e la fine della storia tra Piper e Larry (finito con Polly, la migliore amica della protagonista) porterà interessanti sviluppi nella storia tra le due.




Molto buona la parte dedicata ai problemi del carcere, con la voglia di Healy di riuscire a rendersi utile e la promozione di Caputo, che grazie all'aiuto di Piper è riuscito finalmente a liberarsi della Figueroa, prendendosi una bella rivincita ma allo stesso tempo rendendosi conto del grande lavoro che lo aspetta, con l'evasione di Vee e di Rosa.
I problemi tra Bennett e Daya sembrano invece vicini ad una conclusione, con l'arresto di Pornstache (grande ritorno, seppure breve) e la confessione di Bennett, non accettata da Caputo.




Nonostante Vee e la sua eccessiva influenza su alcuni personaggi, "Orange is the New Black" si riconferma come una delle migliori serie attualmente in onda.


Episodi migliori: 2x01 - Thirsty Bird; 2x06 - You Also Have a Pizza; 2x10 - Little Mustachioed Shit; 2x13 - We Have Manner. We're Polite.


Voto stagione: 8/9

domenica 7 settembre 2014

Recensione: Doctor Who 8x03 - Robot of Sherwood

Terzo episodio della stagione per "Doctor Who", con il protagonista alle prese con Robin Hood.

"Robot of Sherwood" è una puntata dai toni leggeri, che regala momenti divertenti ed altri decisamente evitabili.
Come per i primi due episodi, spicca la prova di Peter Capaldi, ormai entrato definitivamente nei panni del Dottore, e vero punto di forza di questo inizio di stagione: in questa puntata abbiamo la possibilità di vederlo anche in situazioni più comiche, con i suoi continui battibecchi con Robin Hood.
A proposito di quest'ultimo, l'idea della leggenda realmente esistita funziona, mettendolo anche in contrapposizione con la figura del Dottore, entrambi eroi senza tempo.
Il Dottore, però, per gran parte dell'episodio è restio a credere che Robin Hood sia reale, e in questo senso la presenza di robot in veste di guardie agli ordini dello sceriffo non aiuta: il Signore del Tempo è convinto che tutti i personaggi presenti nella foresta di Sherwood siano robot, creati dalla nave bloccata a Nottingham, prendendo spunto dalle leggende e dalle fiabe.




Sono proprio i robot ad aggiungere il tocco sci-fi tipico dello show: atterrati nel villaggio, decidono di stabilirsi facendo leva sulla voglia di potere dello sceriffo, e cercando nel frattempo di accumulare più oro possibile per poter rimettere in moto la nave.
La loro destinazione è la Terra Promessa, che è ormai chiaramente diventata la trama principale della stagione, anche se rimane ancora il dubbio sulla vera natura del luogo e sul ruolo di Missy.
Per quanto l'aggiunta dei robot dia un tocco diverso alla storia, lo sviluppo della puntata è fin troppo semplice, con alcuni momenti eccessivamente banali ed affrettati, come la fuga del Dottore e di Robin Hood dalla cella, la gara di tiro con l'arco o la rivolta dei paesani, che con estrema facilità sconfiggono i robot.
Un altro aspetto non riuscitissimo della puntata è Clara, che alterna scene tipiche del personaggio, in cui mostra il suo lato più forte ed autoritario, ad altre in cui il suo essere una fan di Robin Hood risulta essere stucchevole.




Nel corso delle stagioni, "Doctor Who" ci ha sempre abituati ad episodi più leggeri, ed il trailer della prossima puntata promette di puntare su un altro lato tipico dello show, con atmosfere più horror che spesso danno vita agli episodi migliori.


Voto episodio: 7

sabato 6 settembre 2014

News: Il finale alternativo di How I Met Your Mother

E' stato pubblicato poche ore fa il finale alternativo di "How I Met Your Mother", che sarà presente nel cofanetto contenente tutte le nove stagioni dello show, in uscita il 23 settembre negli Stati Uniti.
Il filmato è visibile su Vimeo, e ci mostra in un veloce riassunto la vita di Ted, tra amori finiti male, successi professionali e capre lottatrici, e con in chiusura lo splendido incontro tra il protagonista e la madre, con la fatidica frase "and that kids, is how I met your mother".




Questo finale, a differenza di quello mandato in onda, funziona e rappresenta al meglio lo show: questi minuti non avrebbero cancellato gli errori fatti nell'ultimo episodio, e avrebbero lasciato in sospeso il discorso finale di "Vesuvius", ma sarebbero stati coerenti e avrebbero dato una giusta conclusione al cammino di Ted, finalmente felice con la donna della sua vita, viva e vegeta, risparmiandoci la veloce dipartita della madre, l'atroce discorso dei figli e l'assurdo ritorno da Robin.
Purtroppo però il finale è un altro, e questo filmato non fa altro che riaprire la ferita, pensando alla grande occasione sprecata.

Fonte: TvLineVimeo

venerdì 5 settembre 2014

Recensione: Orange is the New Black - Stagione 1

Tre giorni fa, spinto dalle recensioni positive e dalle vittorie e nomination agli Emmy, ho voluto dare una chance ad "Orange is the New Black". Mi sono avvicinato alla serie sapendo pochissime cose a riguardo, quindi il mio pensiero era di guardare il pilot ed in seguito decidere se proseguire o meno nella visione. La prima puntata mi ha conquistato, e dopo la seconda, la terza e la quarta, mi sono reso conto che non potevo farne a meno, dovevo andare avanti. Così, dopo tre giorni, ho finito la prima stagione, ed il giudizio non può che essere positivo.




"Orange is the New Black" racconta la storia di Piper, prossima al matrimonio con Larry, che si ritrova a dover scontare 15 mesi nel carcere di Litchfield per aver trasportato, diversi anni prima, una valigia piena di soldi per conto della sua ex ragazza, la trafficante di droga Alex Vause.
Lo show parte quindi dal primo giorno in carcere di Piper, e nel corso dei 13 episodi che compongono la prima stagione, seguiamo la sua detenzione, tra problemi, paure, amori ed amicizie; inoltre, ci vengono presentati alcuni dei personaggi presenti a Litchfield.
Una delle caratteristiche vincenti della serie è l'uso dei flashback, che ci fanno conoscere meglio le altre detenute ed aiutano nella loro caratterizzazione; infatti, il punto forte dello show è proprio aver creato tante figure interessanti, sia all'interno del carcere che nella loro vita precedente: è impossibile non affezionarsi a Red, Miss Claudette, Crazy Eyes, Nicky, Morello, Sophia, tutte con un passato complicato, con i loro pregi e i loro difetti.
Il lavoro sui personaggi salta all'occhio anche per tutti i problemi che devono affrontare nel corso della stagione, che portano forti cambiamenti anche nei rapporti tra le detenute.




Viene data grande importanza anche alla vita fuori dal carcere, con i dubbi e le insicurezze di Larry: dubbi che aumentano dopo aver scoperto che a Litchield c'è anche Alex, colpevole di aver denunciato Piper.
Il triangolo amoroso che nasce nel corso della stagione è riuscitissimo: non c'è un buono o un cattivo, sia Piper, che Alex, che Larry hanno le loro colpe e le loro ragioni, tra tradimenti, bugie ed interviste radiofoniche. Ma l'elemento che fa funzionare al meglio la situazione è la forte alchimia tra le due attrici protagoniste, Taylor Schilling e Laura Prepon, e la buona prova data da Jason Biggs, perfetto nel ruolo.




Le prove attoriali sono un altro punto di forza della prima stagione, e a coronazione di ciò sono arrivate ben 5 nomination agli Emmy per le attrici e la vittoria di Uzo Aduba, interprete della fantastica Crazy Eyes.
A proposito degli Emmy, è veramente difficile capire perchè "Orange is the New Black" venga considerata da Netflix una comedy: ci sono momenti leggeri e divertenti, ma la parte drama è preponderante.
In definitiva, la prima stagione dello show rappresenta una delle migliori partenze viste negli ultimi anni, ed il finale mette grande curiosità per il proseguimento.




Di seguito, la fantastica sigla dello show, con "You've Got Time" di Regina Spektor:






Episodi migliori: 1x01 - I Wasn't Ready; 1x09 - Fucksgiving; 1x10 - Bora Bora Bora; 1x13 - Can't Fix Crazy


Voto stagione: 9 +

mercoledì 3 settembre 2014

Recensione: Under the Dome 2x10 - The Fall

"Under the Dome" non si smentisce e, con uno degli episodi peggiori della stagione, cancella le poche cose salvabili viste nelle scorse settimane.

"The Fall", oltre ad essere una puntata orribile, è anche quella con meno contenuti dall'inizio della serie: per 40 minuti assistiamo a continui ripensamenti su chi debba saltare per primo e contrattare la liberazione di tutti i cittadini in cambio dell'uovo. Prima è Barbie a voler andare, poi è Julia, alla fine si opta per Big Jim, famoso per essere una persona di cui potersi fidare: il problema è che noi spettatori lo sappiamo, ma i personaggi dello show non l'hanno ancora capito.
L'episodio ci regala anche i soliti momenti di continua indecisione: Melanie non vuole separarsi dall'uovo, ma dopo aver scoperto, in una delle scene peggio realizzate della storia della televisione, che Barbie è suo fratello, cambia idea, decidendo che tutto sommato preferisce uscire dalla Cupola piuttosto che continuare ad accarezzare l'uovo.
Un altro personaggio che non riesce proprio a prendere una decisione è Andrea, che passa da odiare Big Jim a dover sentire la sua opinione riguardo la fuga da Chester's Mill. A proposito della donna, in questa puntata ci viene detto che le scorte di cibo stanno per finire, quando qualche settimana fa proprio Andrea aveva mostrato a Julia una scorta pressoché infinita di viveri. L'unica spiegazione è che sia passato molto tempo da quel momento fino ad'ora, ma lo show non si è preso la briga di informarci.
Stona molto anche la naturalezza con cui Junior e Sam si prendono cura di una Melanie svenuta dopo che, fino a qualche minuto prima, il ragazzo stava per uccidere lo zio, fermato solo dall'apparizione di Angie.




Il ricongiungimento tra Pauline e Big Jim è un altro highlight dell'episodio, insieme all'incontro tra la donna e Junior e le scene in cui lei è costretta a dipingere per via dell'uovo. La disperazione finale di Pauline, dopo che Big Jim ha deciso di lanciare l'uovo attraverso la via di fuga, è la ciliegina sulla torta: non aiuta l'interpretazione di Sherry Stringfield, mai in parte e che conferma la brutta impressione data nelle scorse puntate.
A proposito di recitazione, "The Fall" segna il punto più basso per tutti i membri del cast; oltre alla già citata Stringfield, spiccano Mackenzie Lintz e, soprattutto, Grace Victoria Cox, che rende involontariamente esilarante ogni scena in cui è presente.




Tornando agli sviluppi narrativi, la scelta di Big Jim di liberarsi dell'uovo porta alla chiusura del passaggio, rappresentata dalla morte di Phil, che dopo aver origliato una conversazione tra Joe e Norrie, decide di buttarsi per fuggire da Chester's Mill, trovando però il passaggio chiuso.

"Under the Dome" è quindi definitivamente una causa persa; l'unica ragione per proseguire la visione è che ormai mancano solo tre episodi al termine della stagione.


Voto episodio: 1

martedì 2 settembre 2014

Recensione: The Strain 1x08 - Creatures of the Night

"The Strain" entra finalmente nel vivo della battaglia contro i vampiri, con l'episodio migliore fin'ora.

"Creatures of the Night" è quasi interamente ambientato in un mini market, riprendendo la classica situazione da film horror con i protagonisti bloccati in un posto chiuso con la minaccia all'esterno (minaccia solitamente rappresentata dagli zombie).
La singola location viene sfruttata al meglio, riuscendo a trasmettere il giusto senso di claustrofobia, ed è il modo più efficace per rendere reale il pericolo; viene naturale pensare ai film di Romero o a "The Mist", e l'episodio riesce, nonostante alcuni problemi, a prendere il meglio da queste opere.
L'aspetto migliore della puntata è sicuramente l'incontro tra Vasiliy ed il gruppo capitanato da Eph, che da una scossa alla serie: l'obbiettivo comune è quello di recuperare lampade a raggi UV per tenere lontani i vampiri, e dopo un approccio non ottimale, la collaborazione diventa obbligatoria per via di un primo attacco al mini market, che verrà seguito poi da una vera e propria invasione.
Il duo Vasiliy-Setrakian regala già momenti fantastici, unendo la capacità del disinfestatore alla conoscenza del nemico di Abraham, grazie anche alle interpretazioni convincenti di Kevin Durand e David Bradley.




Nonostante una certa ripetitività dovuta alla singola location, la puntata regala anche il primo grosso colpo di scena dello show: durante uno dei tanti scontri con i vampiri, Jim viene colpito. Dopo aver eliminato l'unico verme presente nel suo corpo, la situazione sembra sistemarsi, ma in seguito Ephraim si rende conto che il contagio è iniziato. Jim chiede quindi di essere ucciso, e vista la riluttanza di Eph e Nora, Vasiliy decide di prendere in controllo la situazione, eliminandolo ed evitando che si trasformi.
Vista l'aggiunta al team del disinfestatore e anche della hacker, presente nel mini market e già vista con il signor Palmer, il personaggio interpretato da Sean Astin sembrava non aver più molto da dare alla serie; eliminare uno dei protagonisti all'ottava puntata è però un segnale importante dato agli spettatori, facendo capire che in una situazione del genere, nessuno è al sicuro.




Interessanti le due nuove informazioni riguardanti i vampiri date da Setrakian: la prima è il collegamento tra ogni vampiro e il Padrone, il che spiega la massiccia presenza di creature all'esterno del mini market, tutte focalizzate sul gruppo alla ricerca del leader dei vampiri; e la seconda è la capacità di crescita di ogni creatura, che col passare del tempo diventa sempre più senziente, fino ad arrivare ai livelli raggiunti da Eichorst.




Anche in un episodio così riuscito, non mancano le tipiche situazioni a cui lo show ci ha abituato: la figura del cassiere, che fino all'ultimo pretende di ricevere il pagamento per gli oggetti utilizzati per allontanare i vampiri e che rifiuta di unirsi al gruppo pur di aspettare la polizia, è la cosa peggiore vista in questi otto episodi; un personaggio irritante, il cui compito probabilmente era quello di alleggerire la situazione molto tesa, ma che piuttosto ha tolto minuti al primo vero pericolo incontrato dai protagonisti.
L'iniziale sorpresa della hacker e dell'amica, che invece di farsi domande sulle creature si concentrano su "un vecchio con una spada", è un altro momento evitabilissimo, come la sfiducia dell'altro impiegato del mini market, che viene in seguito attaccato dai vampiri ed ucciso da Eph.




Nonostante ciò, "Creatures of the Night" è sicuramente l'episodio migliore visto fin'ora: con l'incontro tra Vasiliy ed il gruppo e la minaccia dei vampiri sempre più forte, si prospetta una parte finale di stagione molto adrenalinica.


Voto episodio: 8/9